23 maggio 2022

Finger Lakes: l’affascinante scoperta dei vini a stelle e strisce

Finger Lakes: l’affascinante scoperta dei vini a stelle e strisce

Guarda la pioggia che scende dal cielo sulle vigne Entra nelle radici delle viti per trasformarsi in vino Una prova costante che Dio ci ama e ama renderci felici (Benjamin Franklin)

Un bellissimo volo a bordo di sei calici nella regione dei Finger Lakes. Nord est degli Stati Uniti, verso il confine con il Canada, a poche ore di auto o una sola ora di aereo dai grattacieli di Manhattan.

Alla guida la Sommelier Sally Semeria: con sorriso luminoso e occhi brillanti di entusiasmo, ci ha permesso di conoscere questi territori insoliti.

Ligure di nascita, milanese di adozione e americana nei sogni, paladina delle piccole zone di produzione degli Stati Uniti, di quel 10% che non è California nè Oregon.

Appassionata di enogastronomia è riuscita a coniugare passione e lavoro al punto di diventare la distributrice ufficiale, in Italia, dei vini nord americani.

I prestigiosi compagni di viaggio la Consul General Ragini Gupta dell’U.S. Consulate General Florence, accompagnata dal marito Mr. Rohit Nepal, Mr. Charles Rush, Regional Agricultural Attaché, dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, Mr. Dimosthemesis Finiadis, Agricultural Assistant e Ms. Ornella Bettini, Senior Agricultural specialist presso l’Office di Roma dello U.S. Department of Agricolture, molto attenti e partecipi a tutte le fasi dell’evento. Nessuna difficoltà per la squadra di Sommellier che ha applicato alla perfezione il cerimoniale di servizio.

Dall’era Glaciale ai giorni nostri

La formazione dei laghi risale a più di 2 milioni di anni fa, durante il Pleistocene. I ghiacciai hanno scavato profonde propaggini nella terra, spingendo le grandi morene verso sud. Queste, durante il successivo disgelo, hanno svolto la funzione di dighe, lasciando delle valli d'acqua, diventati i Finger Lakes.

Il clima è continentale, mitigato dalla presenza dei laghi stessi che, nei periodi più freddi, rilasciano il calore accumulato durante la giornata e creano sbalzi termici in estate, a cui si aggiunge un ulteriore influsso benefico del lago Ontario poco piu’ a nord. Il terreno non è omogeneo: argilla scistosa, limo e ghiaia intorno al lago Seneca, argilla calcarea intorno al lago Cayuga.

Territori ameni, bucolici, che assumono colori diversi a seconda delle stagioni, raggiungendo l’apoteosi con il foliage autunnale. Offrono piccole gioie: paesaggi incantevoli, ottima cucina e ottimi vini.

Gli undici laghi, con la loro forma stretta e allungata ricordano proprio le dita di due mani con i polpastrelli a solleticare il versante americano del lago Ontario e sembra proprio che il Grande Spirito dei nativi abbia benedetto questi territori poggiando le mani sul terreno, donando loro questa peculiare forma.

Il nome dei laghi, Cayuga, Seneca i principali, Keuka, Otisco, Owasco, Skaneateles a occidente, Canandaigua, l'Honeoye, il Canadice, l'Hemlock e il Conesus a oriente, è quello di tribu’ locali, ultimi avamposti a ostacolare l’espansione europea almeno fino alla fine del XVIII secolo

I primi vichinghi sbarcati qui, intorno all’anno 1000 chiamarono questa regione “Vinland” terra da vino, tanta era la presenza di bacche idonee alla sua produzione anche se poi ci sono voluti molti secoli prima che questa regione si affermasse come zona di origine di vini di qualità . In effetti gli ostacoli sono stati molti, quasi tutti concentrati negli ultimi 200 anni.

Le prime viti, vitis labrusca, furono piantate nell'area di Finger Lakes nei primi anni dell’800 e inizialmente la produzione fu indirizzata prevalentemente verso vini spumanti, per sfruttare l'alta acidità naturale delle uve, o verso vini dolci ottenuti con l’aggiunta di zucchero e alcool.

Negli anni 20, con il proibizionismo si verificò un brusco calo della produzione di tutte le bevande alcoliche ed è solo con la fine della seconda guerra mondiale che si assiste alla ripresa della viticoltura, ripiantando la vite americana là dove il suo posto era stato preso da altre piante da frutta.

I soldati americani, durante il loro passaggio in Europa avevano sviluppato un nuovo palato verso i vini secchi da varietà di vinifera, ben diversi dai vini dolci e alcolici in commercio negli Stati Uniti e, pur cercando di emulare le caratteristiche dei vini europei, in realtà si continuava a produrre vini di bassa qualità da vitis Labrusca.

L’uomo della svolta. Storia di un sogno americano

Le varietà di uve autoctone non sono abbastanza buone per gli americani. Voi meritate solo l'eccellenza. Questo è il mio dovere, come scienziato, e questo è il mio dovere, come patriota americano (Frank Konstantin)

La sera del 15 Dicembre 1951 fa molto freddo sulla banchina di Ellis Island. E’ qui che sbarca Frank Konstantin con sua moglie e tre figli. Spera di poter offrire loro un futuro migliore rispetto a quello prospettato in patria.

Nato a Odessa nel 1899, ha con sè un diploma in viticoltura, ottenuto discutendo una tesi sull’allevamento della vite in condizioni climatiche estreme, un’esperienza agronomica ed enologica ventennale e nessuna risorsa economica.

Ha però un sogno: piantare vitis vinifera nel nord est degli Stati Uniti, proprio nella regione dei Finger lakes. Non conosce l’Inglese, nonostante parli correntemente otto lingue e questo lo costringe, almeno inizialmente, all’umile mansione di lavapiatti anche se ben presto, date le sue competenze e la sua caparbietà, inizia una collaborazione con la Facoltà di Agraria della Cornell University, di Cayuga lake.

Il clima qui è particolarmente rigido, ma non è questo a scoraggiare Konstantin. Lui, sopravvissuto a due guerre mondiali, che coltivava in Unione Sovietica la vite all’altezza del circolo polare in condizioni veramente proibitive, non può temere il freddo anche perchè conosce bene l’effetto mitigante esercitato dagli specchi d’acqua sulle temperature (lake effect).

Tuttavia gli agronomi locali mettono in ridicolo la sua idea. Per loro il freddo e il ghiaccio rendono impossibile l’allevamento della vinifera (winter kill). In fondo, senza impegno particolare e senza correre particolari rischi, traggono profitto vendendo i loro vini semplici ed economici, preferendo continuare nella loro “mediocre felicità”.

Konstantin non si perde d’animo, nel 1958 acquista un terreno sul versante occidentale del lago Keuka e vi mette a dimora vite europea. Opta per un vitigno particolarmente resistente al freddo, il Riesling e nel 1962, con la sua prima vendemmia, dà vita a un Trockenbeerenauslese da uve botrizzate.

E’ subito un grande successo che fa riflettere i viticoltori locali sull’opportunità di modificare la produzione, non mirando solo alla quantità, sostituendo la vite americana con quella europea qualitativamente superiore.

Continua a coltivare la vite fino alla sua morte, nel 1985, piantando oltre 60 varietà di uva sempre con ottimi risultati e producendo sempre vini di qualità, dimostrando così al mondo intero la possibilità di allevare vitis vinifera in questi territori. Oggi Frank Konstantin Vineyard è alla quarta generazione e continua a produrre vini eccellenti nel rispetto del sogno e del motto del suo progenitore.

Nel 1982 Finger Lakes è diventata la terza AVA (American Viticultural Area) riconosciuta negli USA dopo California e Oregon, affiancata in seguito dalle denominazioni specifiche Cayuga Lake AVA e Seneca Lake AVA, dal nome dei due laghi principali.

La degustazione

Sally ha selezionato un piccolo campione, molto rappresentativo, di questo territorio che ospita un centinaio di winery prevalentemente concentrate sulle sponde dei due laghi principali, Seneca e Cayuga.

I ripidi pendii permettono un perfetto drenaggio e una ottimale esposizione al sole dei vigneti inoltre la presenza dei bacini lacustri e la costante brezza mitigano il rigido clima, consentendo una perfetta e sana maturazione delle uve.

Tre dei vini proposti provengono dalla stessa cantina: Foxrun Winery.

Localizzata sulle sponde occidentali di Seneca Lake è tra le cantine più importanti della zona. Sembra che le grandi attività americane siano nate tutte nel fondo di un garage (Apple, Microsoft, Google): e’ il loro modo epico di raccontare la “realizzazione”, è il mito del “self made man”. Foxrun ha un’origine piu’ pittoresca. E’ nata in un fienile.

Di proprietà di Scott Osborne e della moglie Ruth è stata per oltre un secolo una fattoria dedita all’allevamento bovino. Nel 1984 viene messa a dimora la prima vite con progressivo ampliamento fino agli attuali 20 ettari. Ha una produzione limitata, ma tutte le bottiglie sono di grande qualità. Nel 2012 i suoi vini sono stati serviti alla Casa Bianca durante la cena d’onore per la rielezione di Barack Obama.

Fox Run Vineyards Traminette 2019

Il primo vino in degustazione è il Fox Run Vineyards Traminette 2019 Quest’uva, ottenuta per ibridazione fra Gewürztraminer e un’uva franco-americana chiamata Joannes Seyve, è stata studiata nel tentativo di creare una bacca aromatica di discreta produttività e resistente al freddo. Le prime sperimentazioni alla Cornell University negli anni 60 hanno dato ottimi risultati, tale da permetterne il suo impianto intensivo.

La fermentazione inizia, dopo soffice pressatura, con lieviti selezionati, lasciando un minimo residuo zuccherino.

Il colore è un giallo paglierino molto leggero, tipico dei climi freschi. Scorrevole nel calice.

La frutta tropicale caratteristica del Gewürztraminer raggiunge le narici con forte intensità. Pesca gialla e melone a seguire. La bocca percepisce subito il lieve residuo zuccherino, al quale si contrappone freschezza e sapidità donando al vino un equilibrio perfetto. Il corpo leggero non ci permette di eccedere con la struttura del piatto da abbinare, ma con la cucina asiatica o un crudo di pesce si sposa perfettamente.

Fox Run Vineyards Chardonnay Doyle Family 2019

Il Doyle family è uno dei vigneti piu’ antichi dello stato di New York, sulle ripide sponde del lago Seneca con ottima esposizione a sud est.

Lo Chardonnay a timbro U.S.A. non ha sempre le caratteristiche californiane dei lunghi passaggi in legno. Questo svolge tutta la vinificazione, compresi i sei mesi sulle fecce fini, solo ed esclusivamente in acciaio. Aspetto che identifica l’azienda, di cui ne sono particolarmente fieri, tanto da sottolinearlo spesso in etichetta “Unoaked”, non passato in legno.

Il naso è ricco di fiori d’arancio, giglio e zagara oltre a intense e sorprendenti percezioni iodate. Il palato è tagliente, vibrante, nella sua freschezza e sapidità con ritorni di pesca e ananas maturi in un bellissimo equilibrio dinamico.

Perfetto in abbinamento con torte salate, pasta ripiena di verdura o volendo con delle orecchiette alle cime di rapa

Fox Run Vineyards Riesling 2017

Il Riesling è il re dei Finger Lakes. Non c’è azienda che non ne abbia almeno uno fra i suoi prodotti. Resiste bene ai climi freddi, propende a una maturazione tardiva ed è dotato di una spiccata acidità naturale. Ha trovato qui condizioni pedo – climatiche perfette. Suoli di argilla e limo su substrato calcareo poco profondo, oltre alla luminosità offerta dall’acqua dei laghi, ricordano le sue origini, la valle del Reno e della Mosella.

Subisce una fermentazione a temperature moderate tramite l’inoculo di lieviti selezionati. Viene poi raffreddato in modo da lasciare un leggero residuo zuccherino appena percettibile al palato.

Al naso si avverte un’immediata e intensa nota di idrocarburo molto intrigante e fugace, che in breve lascia spazio a scorza di arancio, cedro e zenzero. Il palato è fresco e sapido con un finale leggermente speziato e persistente.

Molto versatile il suo abbinamento che spazia dalle carni bianche al pesce

Anthony Road Wine Company Riesling 2019

John e Ann Martini (il cognome tradisce le origini italiane) giungono a Anthony Road, sulla sponda occidentale del lago Seneca, nel 1973. Vengono da Baltimora e non hanno alcun background agricolo. Si innamorano del territorio e decidono di trasferirsi qui con i loro due figli.

Nello stesso anno piantano a vite i primi 10 ettari. Ben presto gli ettari incrementano a 75 come i figli che da 2 diventano 4. Da sempre winery a conduzione familiare. Non è difficile incontrare membri della famiglia a legare viti o a gestire i numerosi gruppi di visitatori nella panoramica sala di degustazione con vista sul vigneto e sul lago.

Il vino nel calice scorre piuttosto lentamente. Si percepisce una sottile nota di idrocarburo che svanisce lentamente, permettendo l’inserimento degli intensi profumi di scorze di lime e timo fresco. Discreto il corpo. Gli aromi di scorza di agrume candito, mandarino e cedro ritornano a piu’ riprese. L’elevato residuo zuccherino non è rilevante al palato grazie alla sapidità e alla spiccata e robusta spalla acida. La lunga persistenza offre al vino buone opportunità a tavola.

Brotherhood Cabernet Sauvignon 2013

E’ la winery più antica d'America, datata 1839. Non sono esattamente a FingerLakes ma nel cuore della Hudson Valley, tra New York, New Jersey e Connecticut.

E’ sopravvissuta alle due guerre, al proibizionismo e al cambio dei gusti degli americani.

Inizialmente l’azienda produceva un vero proprio succo d’uva dolce e poco alcolico, usato per i rituali liturgici. Negli anni si è trasformata in winery di elevata qualità, reimpiantando completamente il vigneto con uva europea, producendo vini sia fermi che spumanti.

Il vino proposto è un Cabernet Sauvignon 100% prodotto a Long Island , una SUB AVA americana, unica eccezione alle Finger Lakes AVA degustate nel corso della serata. Anno 2013 con passaggio in legno di 16 mesi.

E’ una vera espressione del Cabernet stile bordolese. Il colore rosso rubino luminoso con riflessi mattone, tiene benissimo l’annata. Di medio corpo, offre un bouquet di frutti di bosco maturi e ciliegie con una leggera nota vegetale. Finale lungo con richiami balsamici. Il tannino vellutato lo rende particolarmente adatto alle carni arrostite.

Fulkerson Winery – Vidal Ice Wine 2017

Antica azienda con lunga tradizione familiare nella produzione di frutti di bosco, lamponi in particolare.

Le viti europee sono state piantate negli anni 70. Inizialmente vendevano il mosto per la produzione privata di vino. Solo negli anni 80 con la settima generazione, Steven e sua moglie Regina, attuali proprietari, hanno iniziato una propria produzione di vino raggiungendo elevati livelli di qualità.

Oggi producono una grande varietà di vini, compreso un particolarissimo Riesling ottenuto dal passaggio per 4 mesi in botti usate per la produzione di Tequila. Un vino unico, definito da loro “funny”, divertente, prodotto in pochissime bottiglie.

Il loro Ice wine chiude la serata. Sorprendente per il suo lato dolce ma non stucchevole.

L’uva alla base è Vidal, un ibrido tra Ugni Blanc (Trebbiano Toscano) e Rayon D’Or (Seibel 4986). Sviluppato con lo scopo di avere a disposizione un’uva per il Cognac, quindi alti livelli zuccherini e alta acidità. Particolarmente resistente al freddo, si presta perfettamente alla produzione dei vini di ghiaccio.

Intensi profumi di frutta tropicale, in particolare mango. Segue albicocca oltre a note mielose. Il sorso è suadente con una morbidezza e un’acidità in perfetto equilibrio. La frutta disidratata e le note dolci di miele ritornano intense in retrolfazione rendendo ottimale l’abbinamento con formaggi come Rochefort e Cheddar

Si conclude così la splendida serata americana. Ringraziamo Sally Semeria che ci ha accompagnato in queste zone a noi poco note. Lo stato di New York non è solo New York City, ci sono territori fantastici non solo per la produzione vinicola ma anche per l’aspetto storico, culturale e paesaggistico. Il posto dove i Newyorkesi spengono il computer e si connettono alla natura.

Ha presentato dei vini d’oltre oceano che incontrano il nostro palato, preparando la strada affinchè si possa superare il pregiudizio del vino americano come prodotto dolce, alcolico e ricco di sensazioni legnose che ci fa sempre storcere il naso quando se ne parla.

Vincenzo Guarnaccia
Vincenzo Guarnaccia

Vita ricca di passioni.
​Alcune non sono che occasionali fuochi di paglia. Altre ardono come "fuoco greco": il mio lavoro, la cucina e il vino

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