9 settembre 2015

Il 7° Cielo di Montrachet

Il 7° Cielo di Montrachet - Degustazione dei 5 Grand Cru

Generalmente la Borgogna evoca immagine di grandi vini rossi, dai Grand Cru della Cote d'Or, fino al leggendario Romanée-Conti.
Non può, peraltro, essere dimenticato che questa regione è la culla di alcuni dei vini bianchi più grandi (ed apprezzati dagli intenditori) del mondo.
In questa zona dal clima secco e ventilato (cosa che favorisce la buona qualità delle uve), troviamo distribuita la coltivazione dei vigneti, classificati in denominazione comunale e regionale nella parti pianeggianti, in Premier Cru nelle parti della bassa collina e della sommità, mentre i Grand Cru si trovano nella parte mediana del declivio.

Il terreno è di natura essenzialmente calcarea e ciò contribuisce a conferire ai vino struttura e complessità. Come in tutta la Borgogna, l'unico vitigno utilizzato in purezza è lo Chardonnay, vitigno precoce e, come tale abbastanza sensibile al freddo, ma capace di fornire un elevato tenore alcolico unitamente a struttura e profumi.

Dall’epoca gallo-romana si parla di ”Mons rachicenis” una piccola collina incolta. Nel XIII secolo apparve per la prima volta la definizione di Mont Rachat o Mont Chauve zona rocciosa sulla quale si era formato un sottile strato vegetale, dove solo la coltivazione della vite poteva dare risultati meravigliosi. In quel periodo furono i monaci dell’abbazia di Mazyère, vicino Beaune, che introdussero la viticoltura in questo appezzamento capace di produrre un secolo più tardi il migliore vino bianco della Borgogna e in seguito dell’intera Francia. Si divide in parti quasi uguali tra i comuni di Puligny-Montrachet (4 ettari) e Chassagne-Montrachet (3.9 ettari), è frazionato in una trentina di parcelle di cui solo un paio sono superiori all’ettaro.

Nel XVIII secolo Thomas Jefferson, allora presidente degli Stati Uniti, definì il vino prodotto qui uno dei più grandi e ne acquistò alcuni ceppi per reimpiantarli in Virginia.

Partendo da queste certezze, e curiosa di testare la grandezza di questo vino e di confrontarla con i suoi prestigiosi vicini, la Delegazione Fisar di Firenze, lo scorso 23 settembre ha organizzato una degustazione presso la Divina Enoteca.

Difficile fare gerarchie quando si parla di certe bottiglie, ci piace ricordare però la sublime eleganza dello Chevalier Montrachet di Philippe Colin, la grande freschezza del Criots Batard Montrachet di Fontaine Gagnard entrambi frutto della vendemmia 2012, annata ottima per i bianchi; la compostezza del Batard Montrachet di Bachelet Monnot e la perfezione stilistica del Bienvenues Batard Montrachet di Olivier Leflaive, in questo caso parliamo invece di bottiglie relative all’annata 2011, che ci regala vini più caldi e avvolgenti. Discorso a parte merita il Montrachet di Bouchard Père & Fils, sempre del 2011, un vero gigante seppure ancora giovanissimo, ma dalla complessità davvero incredibile: agrumi, pietra focaia e spezie dolci ci hanno regalato delle sensazioni davvero indimenticabili.

La degustazione è stata mirabilmente condotta da Livio del Chiaro MSA Fisar per il 2014, coadiuvato da Leonardo Finetti e Giovanni D’Alessandro per la sezione descrittiva e introduttiva.

Una serata che ha lasciato un indelebile ricordo in tutti coloro che hanno partecipato e che ha permesso di verificare la grandezza di questo splendido “spicchio” di Borgogna.

Giovanni D'Alessandro
Giovanni D'Alessandro

Innamorato perso della Borgogna e del Pinot Noir, cerca, si spera con successo, di trasmettere la sua passione urbi et orbi.

Leggi anche:

Sliding Doors, storie di spiriti indipendenti
15 maggio 2019
Sliding Doors, storie di spiriti indipendenti
Cosa accade alla stessa botte se al giudizio dell’imbottigliatore ufficiale si sostituisce l’estro di quello indipendente? Comanda sempre la voce dello spirito o a questo si sostituisce lo stile impresso nell’invecchiamento? il bivio nel destino del grande distillato
Degustazione emozionale fra mare e montagna:  gli autoctoni d’Abruzzo
9 dicembre 2019
Degustazione emozionale fra mare e montagna: gli autoctoni d’Abruzzo
Viaggio a ritroso nel tempo e nello spazio in un territorio unico: dal Gran Sasso fino a lambire le coste del mar Adriatico, facciamo la conoscenza di un territorio che rappresenta la culla della civiltà enoica
Piccolo (e alto) mondo antico: Il Sangiovese in punta di piedi del Chianti Rufina
27 novembre 2019
Piccolo (e alto) mondo antico: Il Sangiovese in punta di piedi del Chianti Rufina
Un viaggio a ritroso nel Chianti Rufina con Leonardo Romanelli e le sue Delizie a Villa Olmi
Bordeaux - I bianchi, Sauternes e Barsac
15 aprile 2019
Bordeaux - I bianchi, Sauternes e Barsac
Ultimo appuntamento, dopo Riva Destra e Riva Sinistra, dedicato ai vini bordolesi, tra bianchi che non ti aspetti da una regione che solo nel nome grida "rosso" e dolcezza regale di muffe nobili
Installa la nostra WebApp per avere tutto il mondo Fisar sempre a portata di mano!
AnnullaInstalla
share