27 aprile 2016

A spasso per la Contea di Sonoma

A spasso per la Contea di Sonoma

Credo che per noi europei che sia difficile farsi un’idea esaustiva dei vini californiani, la scelta dei vini d’oltreoceano che possiamo trovare in commercio in Europa è assai limitata e quasi tutti legati ai colossi industriali identificati come i Big Three (Gallo, Constellation Wines, The Wine Group). Questi tre gruppi sono i responsabili del 64% delle esportazioni dei vini americani, praticamente 2 bottiglie su 3 di quelle che escono dal territorio americano fanno riferimento ad una produzione industriale.

Questa premessa è importante per raggiungere l’argomentazione principale di questo articolo, ovvero che non tutti i vini Californiani sono necessariamente di struttura esasperata, gradazione alcolica eccessiva e affogati nel legno. Esistono delle realtà, sia grandi che piccole, che lavorano in modo diverso: alla ricerca di un’identità territoriale, la valorizzazione del vitigno, la ricerca dell’eleganza e del carattere.

L’occasione è stata quella di un viaggio negli Stati Uniti con i miei genitori. Nel breve tour tra vari stati ho ritagliato qualche giorno da passare nella contea di Sonoma per accompagnare mio padre ad assaggiare qualche bottiglia di Pinot Nero. Ovviamente orientarsi su quale aziende da visitare sarebbe stato difficilissimo senza i validi consigli del nostro amico Rex, il quale è esperto di Pinot e ha saputo consigliarci una lista di aziende da visitare e di vini da degustare.

Alysian Wines

Alysian è nata qualche anno fa dalla volontà del grande winemaker Gary Farrell di tornare alle proprie radici e ricominciare a fare il vino secondo una logica artigianale. Dal 2013 Gary ha deciso di ritirarsi e da quel momento l’azienda è seguita dal giovane Woody Hambrecht.
Percorriamo la Westside River Road della Russian River Valley e arriviamo all’azienda dove troviamo Woody il quale ci fa accomodare ad un tavolo esterno mentre cerca qualche bottiglia da farci stappare per la precisione un Sauvignon Blanc, un Viogner e due Pinot Nero.

2014 Sauvignon Blanc ($30)

Un naso molto fresco e floreale con il carattere varietale del Sauvignon non evidentissimo ma riconoscibile. In bocca decisamente tagliente e molto molto sapido.

2014 Viogner ($30)

Floreale e frutta tropicale. Anche questo vino è molto minerale ma molto più grasso anche se non eccede eccessivamente in struttura e morbidezza poichè ben bilanciato dalla sapidità

2011 Pinot Noir, Russian River Valley ($65)

Frutta rossa e spaziatura dolce con un sentore di legno ben integrato. Forse leggermente chiuso in questa fase, anche questo vino sfoggia un’evidente nota sapida che allunga il sorso.

2013 Pinot Noir, Russian River Valley

Questo è il primo vino di Woody che ancora non è ufficialmente in vendita. Anche questo vino pare abbastanza introverso e molto più nervoso del precedente. Dotato forse di una struttura maggiore il legno marca leggermente di più senza comunque eccedere.

Williams Selyem

Williams Selyem è un’azienda molto esclusiva, non la si può visitare se non si è membri del loro wine club e di solito ci vogliono anni per poter essere ammessi. Fortunatamente un amico era riuscito da poco ad entrare tra questo “eletti” e tramite la sua raccomandazione siamo stati ammessi anche noi. Ho pensato che questa morbosità procedurale fosse un sintomo di un atteggiamento snob, ma in realtà ho scoperto essere una pratica di marketing piuttosto comune in California.

L’azienda nasce da una piccola produzione di vin de garage appunto di Ed Selyem and Burt Williams che iniziarono nel 1979 a produrre vino nel loro garage di Forestville comprando uve da vari produttori. Piano piano iniziarono ad avviare un’attività vera e propria e poi grazie sopratutto ai loro Pinot Neri arrivarono i riconoscimenti e la fama della quale tuttora l’azienda gode.

Per arrivare all’azienda viene inviata un’email molto dettagliata poiché non si trovano insegne e i punti di riferimento sono ridotti al minimo. Siamo sempre sulla Westside River Road poco più a Sud di Alysian. Seguiamo le indicazioni fino ad arrivare ad un cancello, digitiamo sul citofono il codice che ci hanno inviato, il cancello si apre ed arriviamo alla cantina. Il personale ci accoglie e ci fa accomodare al tavolo di degustazione dove tutto è stato preparato per un’accoglienza veramente curata, con tanto di biglietto personalizzato di benvenuto.

La gamma dei vini di Williams Selyem comprende 5 diversi Chardonnay e ben 25 Pinot Neri, molti dei quali da singolo vigneto. La degustazione prevedeva solo uno degli Chardonnay e quattro Pinot Neri, ma poi il nostro ospite si è lasciato andare e ci ha proposto anche uno Zinfandel e un Porto (sì, lo chiamano così in barba alla tutela della denominazione, ma d’altronde ho visto anche diversi “Champagne” prodotti in zona).

2013 Unoaked Chardonnay, Russian River Valley ($39)

Delicato e floreale al naso anche qui ritroviamo la sapidità del terroir. Sorso succoso ma tagliente

2013 Pinot Noir, Sonoma Coast ($62)

Il frutto è molto maturo e la nota boisè è evidente ma non in eccesso. Sentori affumicati in retrolfattiva e leggermente minerale.

2012 Ferrington Vineyard Pinot Noir, Anderson Valley ($75)

Qui il legno marca in modo più deciso, ma lo spettro aromatico è molto esteso con delle piacevoli sensazioni balsamiche. La trama tannica è interessante anche se ancora leggermente scomposta per difetto di gioventù.

2012 Rochioli Riverblock Vineyard Pinot Noir, Russian River Valley ($89)

Molto profondo e austero e meno oaked al naso. Elegante e minerale ma ancora introverso, necessita di anni di attesa. Bel potenziale.

2012 Luella’s Garden Estate Pinot Noir, Russian River Valley ($90)

Il legno è ancora leggermente predominante al naso, il sorso è pieno e potente e bello sapido. Forse meno introverso del precedente ma anche in questo caso da bere tra qualche anno.

2013 Papera Vineyard Zinfandel, Russian River Valley ($45)

Un’esplosione di frutta matura sia al naso che in bocca, ad ogni modo ben bilanciata dalla sapidità

Port Vista Verde Vineyard ($50)

Frutta sotto spirito, balsamico e liquirizia. Un vino fortificato, abbastanza gradevole e facile, ma nulla a che vedere con col Porto vero e proprio.

Rochioli

Arriviamo da Rochioli con qualche minuto di ritardo, anche qui le visite sono su appuntamento e hanno la durata di un’ora.

La famiglia Rocchioli era originaria di Lucca, emigrarono in California nei primi anni del secolo scorso e presto “persero” la seconda “c” per rendere il nome più assonante alla lingua del nuovo paese. Inizialmente agricoltori generici iniziarono a specializzarsi sulla viticoltura alla fine degli anni '60 quando piantarono dei cloni di Pinot Nero francese. Dopo qualche anno smisero di conferire le uve a terzi (fra i quali anche Williams Seylem) e decisero di sfruttare le potenzialità dei propri vigneti vinificando e imbottigliando per conto proprio.

L’azienda produce 3 vini “base” e poi un numero non ben definito di vini da singolo vigneto ai quali non è possibile accedere (e nemmeno consultare) se non si è parte della “Lista”. E’ possibile chiedere di diventare parte della “Lista” ma in genere, ci dicono, ci vogliono diversi anni. Ci accontentiamo dei vini base e dopo un breve tour dell’azienda passiamo alla degustazione.

2014 Estate Sauvignon Blanc, Russian River Valley ($30)

Anche qui il varietale è appena accennato, la complessità aromatica non è ampia e si concentra sulle sensazioni fruttate. Molto pulito ma poco interessante

2014 Estate Chardonnay, Russian River Valley ($45)

Vino complesso con la componente fruttata che predomina ma completato da sentore minerali, erbe aromatiche e legno ad ogni modo non eccessivo. In bocca il vino è molto grasso, minerale e fresco vivo.

2014 Estate Pinot Noir, Russian River Valley ($60)

Naso profondo con frutta matura e sensazione minerali, legno anche qui non in eccesso. Il sorso è sapido con un tannino teso e ancora vibrante ma già godibile.

Copain

Copain è un’azienda con la cantina situata dall’altra parte del Russian River, sulla Estside Road ma i cui vigneti si trovano principalmente in Anderson Valley nella Contea di Mendocino quindi più a Nord di quella di Sonoma. La latitudine, la maggior vicinanza all’oceano e un’altitudine maggiore dei vigneti caratterizzano i loro vini con una maggiore acidità e una resa alcolica minore.

Le visite con degustazione sono previo appuntamento gestito online, pagamento anticipato: nella versione “Single Vineyard Tasting” da noi opzionata $ 40,00 a persona, altrimenti un poco più economica se si sceglie di degustare solo i vini base. Ci sediamo ad un tavolo apparecchiato con grande stile e assieme a qualche piccolo assaggio gastronomico ci vengono serviti 5 vini.

2013 DuPratt Chardonnay, Anderson Valley ($48)

Abbastanza gradevole, discreta acidità ma in questo vino del Mendocino manca un poco la vena sapida che invece caratterizza i vini del Russian River.

2013 Wendling Pinot Noir, Anderson Valley ($60)

Il legno è abbastanza marcato qui anche se il vino non perde d’eleganza. Abbastanza sapido.

2012 Kiser 'En Haut' Pinot Noir, Anderson Valley ($75)

Più elegante e austero del precedente, sicuramente più complesso al naso. Anche in bocca si ha la sensazione di un vino più ricco seppur abbastanza verticale

2011 Baker Ranch Syrah , Anderson Valley ($55)

Al naso ricorda una vecchia tabaccheria con una sensazione mentolata evidente. In bocca una bella frutta sotto spirito avvolge il palato senza stuccare

2012 Hawks Butte Syrah, Yorkville Highlands ($60)

Sicuramente più concentrato del precedente ma ancora molto chiuso. Da rivalutare tra qualche anno.

Wild Hog

Arrivare all’azienda non è stato facile. Wild Hog si trova effettivamente dove potrebbe stare un cinghiale: tra i boschi fuori dalla parte turistica di Sonoma ad Ovest vicino alla costa ma ad un’altitudine più elevata che spesso permette ai vigneti di stare al di sopra delle nebbie mattutine che caratterizzano invece la Russian River Valley.

Dopo quasi 2 ore di viaggio da Santa Rosa, diverse miglia di strada sterrata e indicazioni inesistenti, grazie all’aiuto di una persona del luogo che ci scorta per l’ultimo tratto raggiungiamo l’azienda. Daniel, il proprietario si trovava in vacanza, ad accoglierci il suo collaboratore Will.

Dimenticate tutto quello che pensate delle aziende vitivinicole californiane, qui siamo nel bosco circondati dalle sequoie,  tutto è veramente spartano e la degustazione avviene in piedi tra la macchina etichettatrice e il cucinotto. Come sputacchiera va bene il lavandino.

L’azienda possiede una manciata di acri sulla collina dove hanno un vigneto di Pinot Nero e uno di Zinfandel, oltre a questi estate bottled wines producono altre etichette acquistando uve da diversi conferitori in altre zone della contea. La vinificazione avviene per tutti i vini in modo molto simile: dopo la fermentazione un passaggio in legno per circa 18 mesi, nessuna correzione chimica e poi in bottiglia.

2012 Lost Creek Vineyard Pinot Noir, Yorkville Highlands ($20)

Legno sovrastante ma ad ogni modo abbastanza fine, acido. E pure robusto considerando la zona di produzione

2012  Saralee’s Pinot Noir, Russian River Valley ($20)

Legno meno invasivo, bella eleganza e torna la mineralità della Russian River Valley

2012 Estate Bottled Pinot Noir, Fort Ross-Seaview ($20)

Questo bicchiere è più particolare, con un carattere distintivo. Frutta matura e resina.

2013 Nova Vineyard Sangiovese, Dunningan Hill ($20)

Forse c’è una sensazione emotiva di familiarità ma questo sangiovese è nettamente più vegetale rispetto alo standar toscano e molto poco floreale. Legno un poco prepotente nella retro-olfattiva, ad ogni modo esperienza carina.

2012 Estate Bottled Zinfandel, Fort Ross-Seaview ($20)

La frutta domina la componente aromatica lasciando però posto a sensazione balsamiche, di sottobosco e resina molto più evidenti che nel pinot nero. Interessante.

Considerazioni finali

Come da premessa, lungi da me essermi fatto un’idea esaustiva del panorama vitivinicolo californiano, però ho potuto certamente constatare che effettivamente esiste un’alternativa ai cabernet esasperati della Napa Valley e sopratutto una consapevolezza di nuove generazioni di winemakers pronti ad intraprendere una strada diversa rispetto all’omologazione a cui pensiamo quando parliamo dei vini del nuovo mondo.

Quasi dimenticavo, sono riuscito con non poche difficoltà a portare a casa qualche cassa di Pinot Nero delle varie aziende, vi andrebbe di partecipare ad una degustazione di cinque di questi vini? Ecco l’evento: http://fisar-firenze.it/evento/dettaglio/183-i-pinot-di-sonoma  vi aspetto.

Lorenzo Sieni
Lorenzo Sieni

Da sempre appassionato di vino anche se ci capisce il giusto, motivo per cui è sempre stato relegato a ruoli amministrativi anzichè tecnici. Imprenditore nel campo delle nuove tecnologie, ma nel finesettimana si destreggia tra vigna e cantina nella piccola azienda di famiglia.

facebook.com/sieni

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