24 giugno 2016

Chianti Classico in Altura

Chianti Classico in Altura

Ospiti della Divina Enoteca, giovedì 9 giugno, abbiamo partecipato con estrema curiosità ed interesse ad una doppia verticale di vino; ma soprattutto scoperto una piccola azienda attiva a Gaiole che produce un ottimo Chianti Classico: Monterotondo.

L’Azienda e la sua Filosofia

L’azienda Agricola Monterotondo è situata sulla sommità della collina in località omonima, si affaccia sul versante che guarda al Valdarno, non troppo distante dall’Abbazia del Buon Raccolto meglio conosciuta come Badia di Coltibuono.
L’Azienda nasce nel 1959 per volere del nonno, rimanendo poi un hobby del padre dell’attuale proprietario fino al 1994. Da allora Saverio Basagni, con sua moglie Fabiana, hanno deciso di prendere in mano in prima persona Monterotondo. Sono stati ricostruiti tutti i vigneti oramai vecchi e non più adatti a produrre vino di qualità. In totale sono circa 4 ettari di Chianti Classico, di cui tre tutti a Sangiovese e l’altro ettaro di varie qualità di uva: canaiolo, malvasia nera, colorino, ciliegiolo e un po’ di malvasia bianca del Chianti, trebbiano e malvasia di Candia.
La filosofia aziendale è quella di produrre un vino rappresentativo del territorio di origine senza l’utilizzo di prodotti chimici, infatti l’azienda è biologica certificata ormai da oltre 10 anni.
La cantina nel corso degli anni è stata rinnovata completamente ed attrezzata con vasche ed un impianto di imbottigliamento e confezionamento tutto in acciaio inox. L’affinamento prevede un passaggio botti da 7,5 hl e 10 hl dove i vini trascorrono un periodo variabile tra i 24 ed i 36 mesi a seconda della tipologia di vino.

Il Territorio

L’esposizione dei vigneti, interamente circondati dal bosco, è a Sud-Est su terreni poveri, con buona presenza di scheletro, particolarmente vocati per la coltivazione del Sangiovese e delle altre uve autoctone a bacca rossa (ma non solo!!)
Il Sangiovese in questo territorio assume un carattere deciso e schietto. Il profilo olfattivo è connotato dai tipici sentori di visciola con delle delicate note di viola  mammola. Al gusto il vino risulta di buon corpo, con un tannino evidente, che trova il suo naturale contrappunto nella frazione alcolica e viene corroborato da una rinfrescante acidità.
L’escursione termica si fa sentire a queste altezze (siamo tra i 530 ed i 570 metri s.l.m.) visto che si arriva fino a 20 ° e rende i vini molto snelli, quasi ossuti, ma ne assicura grande eleganza e longevità.

I protagonisti della serata

Veniamo ora ai vini in degustazione e iniziamo con un bianco che non ti aspetti, il Sassogrosso Malvasia di Toscana IGT 2015. Nasce da malvasia bianca del chianti, malvasia di candia e trebbiano, fresco, aromatico e con eccellente freschezza, un grado alcolico moderato e una intrigante sapidità lo rendono un vino tutto da bere, superbo in accompagnamento ai crostacei.

Il Chianti Classico Vaggiolata da uve sangiovese, canaiolo e malvasia nera colpisce nel segno con le annate 2011 e 2007, due vendemmie calde nelle quali il vantaggio dell’altitudine si avverte chiaramente. Entrambi vini ancora molto giovani e con ampi margini di evoluzione sono campioni di bevibilità. Chiusa e riservata sulle prime, l’annata 2006, è alla lunga emersa nel bicchiere come la più completa e complessa del lotto.

Dal colore rosso rubino, con tenui riflessi tendenti al granato, olfatto caratterizzato da fragranze intense di sottobosco, con sentori di spezie, cuoio e terra bagnata. In bocca è lungo ed equilibrato, presenta un finale sapido e persistente.

Un compagno ideale per i grandi primi piatti della tradizione Toscana.

Il Chianti Classico Riserva Seretina, da Sangiovese e Malvasia nera è molto diverso per struttura e approccio olfattivo, un passaggio in legno nuovo per l’annata 2011 lo ha un po’ marcato al naso dove si avvertono aromi di spezie dolci e vaniglia, con il passare dei minuti questa sensazione si affievolisce ed il vino acquista  in complessità ed eleganza. Molto diversa la versione 2007, più sapida e calda con colore più cupo. Una splendida Riserva da accompagnare a selvaggina nobile.

Quando imbrocca d’aprile, vacci col barile; quando imbrocca di maggio, vacci per assaggio; quando imbrocca di giugno, vacci col pugno.

Giovanni D'Alessandro
Giovanni D'Alessandro

Innamorato perso della Borgogna e del Pinot Noir, cerca, si spera con successo, di trasmettere la sua passione urbi et orbi.

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